La Professione - La proposta di Legge Regionale per l'istituzione del Fascicolo Fabbricati

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  Il D.D.L. è stato presentato all'A.R.S. in data 9 Novembre 2001 (n.270)

 

Acireale, 20 Settembre 2001

 

Ai Geometri iscritti al Collegio di Catania

 

Cari Colleghi,

non si può attendere passivamente il prossimo disastro, il prossimo crollo di edifici, le prossime vittime (come è già successo anche nel recente passato in diverse città del nostro Paese). Considerato il precario stato del nostro patrimonio edilizio, dei nostri centri storici, di buona parte degli edifici realizzati nel dopoguerra e durante gli anni del boom economico, occorre intervenire al più presto per procedere alla formulazione di proposte legislative che non siano predisposte a seguito di emergenze, di spinte emotive.  A mio giudizio, è invece necessario pensare alla predisposizione di un serio ed incisivo intervento legislativo che rappresenti il frutto di una elaborazione tecnico-politico-amministrativa quanto più vasta e coinvolgente possibile.

Ecco perché, quale primo contributo all'attività parlamentare del neo eletto Deputato all'Assemblea Regionale Siciliana per la "Lista Di Pietro - Italia dei Valori",  l'On. Avv. Salvatore Raiti, dando seguito anche agli stimoli pervenuti  dall'ASSOCIAZIONE GEOMETRI ACESI, ho proceduto allo studio ed alla elaborazione di un Disegno di Legge Regionale che, sancendo l'istituzione obbligatoria del  "FASCICOLO FABBRICATI" in Sicilia, possa segnare l'inizio di una nuova era per il miglioramento delle condizioni di sicurezza degli edifici e la tutela della pubblica e privata incolumità.

Tale Disegno di Legge è stato redatto  sulla scorta di un’ampia ricognizione delle iniziative già approntate a livello nazionale (con il DDL n.4339/'99 del Governo D'Alema e la proposta di Legge n.6574/'99 presentata alla Camera dei Deputati nella scorsa Legislatura),  a livello di regioni (quali la Regione Lazio con una proposta dell'Assessorato OO.RR.SS.M. del 22/02/1999 e la Regione Sardegna con la proposta di Legge Regionale n.138 del 14/12/2000) e degli atti deliberativi del Comune di Roma (n.166 del 4/11/1999 e n.473 del 5/5/2000)  e del Comune di Napoli (n.478 del 23/02/2001), nonché sulla scorta della proposta di Legge Regionale predisposta dal Comitato Unitario delle Professioni Tecniche della Regione Sicilia e presentata alla IV Commissione ed ai Capigruppo della scorsa Legislatura Regionale, nonché, infine, sulla scorta di contributi attinti dal dibattito apertosi a livello nazionale nel corso degli ultimi due anni. Sono certo che, così per come ci si può rendere conto anche dalla relazione  accompagnatoria, il Disegno di Legge affronta un argomento dalla incontrovertibile valenza socio-economica e, soprattutto,  esso  sarà sostenibile da una maggioranza che potrà ed auspicabilmente  vorrà andare oltre gli schieramenti politici presenti all’A.R.S. . 

La formulazione del Disegno di Legge, che invio allegato alla presente, è quella già arricchita dai primi contributi di quanti hanno già avuto modo di visionare il testo; essa rappresenta un primo passo concreto, una base sulla quale poter discutere e coinvolgere le Categorie interessate mediante una serie di incontri, di confronti e di attività finalizzate alla migliore formulazione possibile.  

Entro breve tempo, si completeranno gli incontri voluti dall'On. Raiti al fine di consultare i Rappresentanti degli Ordini Professionali  della Provincia di Catania; ad essi verrà richiesto un parere sul testo e la formulazione di  eventuali  suggerimenti migliorativi. Successivamente alla presentazione del Disegno di Legge all'A.R.S. si procederà alla organizzazione di  incontri interprofessionali a livello regionale. 

Ho già provveduto a relazionare in merito il nostro Presidente, il Geom. Francesco Amoruso, ed a consegnargli una copia del testo in oggetto. Il mio personale auspicio è che la nostra categoria sappia ben recepire la valenza "tecnica" e le potenzialità di tale iniziativa, al di là e nel rispetto degli orientamenti politici e politico-professionali esprimibili da ciascuno di noi.

Per tale motivo Vi invito ad essere parte attiva di questo procedimento. Un procedimento dalle grandi potenzialità, se consideriamo il ricorso all'utilizzo dei mezzi telematici ed un tale ampio coinvolgimento di professionalità per giungere alla definitiva stesura di un disegno di legge che, è il mio auspicio ed il mio impegno, una volta approvato potrà darà il giusto spazio a tutti i tecnici, siano essi diplomati o laureati (ciò malgrado lo scetticismo di taluni o la loro incapacità a stare al passo con i tempi e malgrado i tentativi che certamente verranno compiuti anche in questo caso per  limitare le nostre competenze...). 

Geom. Michele Barbagallo

 

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ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

XIII LEGISLATURA

 

Relazione alla proposta di Legge d’iniziativa del Deputato On. Avv. Salvatore RAITI.

  

“Istituzione del fascicolo fabbricato”

Premessa

La proposta di legge in oggetto, nasce per rispondere ad una esigenza concreta e documentata: "migliorare le condizioni di sicurezza degli edifici a tutela della pubblica e privata incolumità"; essa è stato redatta  sulla scorta di un’ampia ricognizione delle iniziative già approntate a livello nazionale (con il DDL n.4339/'99 del Governo D'Alema e la proposta di Legge n.6574/'99 presentata alla Camera dei Deputati nella scorsa Legislatura),  a livello di regioni (quali la Regione Lazio con una proposta dell'Assessorato OO.RR.SS.M. del 22/02/1999 e la Regione Sardegna con la proposta di Legge Regionale n.138 del 14/12/2000) e degli atti deliberativi del Comune di Roma (n.166 del 4/11/1999 e n.473 del 5/5/2000)  e del Comune di Napoli (n.478 del 23/02/2001), nonché sulla scorta della proposta di Legge Regionale predisposta dal Comitato Unitario delle Professioni Tecniche della Regione Sicilia e presentata alla IV Commissione ed ai Capigruppo della scorsa Legislatura Regionale, nonché, infine, sulla scorta di contributi attinti dal dibattito apertosi a livello nazionale nel corso degli ultimi due anni.

L'esigenza di migliorare le condizioni di sicurezza degli edifici e quella di tutelare la pubblica e privata incolumità è un'esigenza giustificata?

Per rispondere a tale quesito non dovrebbe essere  necessario ricordare la lunga sequenza di incidenti, di crolli parziali o totali di edifici per civile abitazione, spesso con esiti mortali, che si sono succeduti nel tempo nella nostra Regione e nel resto dell’Italia, basta fare riferimento ad una serie di elementi tecnici, oggettivi, che sono sotto gli occhi di tutti e che chiunque può facilmente riscontrare.

Tuttavia, mentre il pericolo estremo, rappresentato dai crolli e dalla conseguente perdita di vite umane, ha significato nel recente passato  la causa scatenante di allarmismi e di soluzioni affrettate tendenti a risolvere il singolo problema, l’approccio corretto deve comprendere, invece, una analisi sistematica e complessiva, secondo priorità da definire, di tutto il patrimonio edilizio regionale.

Certamente, non è possibile rinviare oltre l’adozione di un tale provvedimento.

Sarebbe oltremodo grave il dover attendere il prossimo crollo di un edificio, le prossime vittime da aggiungere alla casistica nazionale, per poter affrontare fattivamente l’argomento.

Ecco perché è auspicabile che la presente proposta di legge venga accolta con responsabilità ed interesse da tutte le forze politiche presenti nell’Assemblea Regionale Siciliana che hanno il dovere di sensibilizzare i cittadini sull’importanza del concetto di sicurezza e qualità dei fabbricati pubblici e privati.

Le valutazioni tecniche

Tutto il patrimonio edilizio esistente  è potenzialmente soggetto ad uno o più causa, interna ed esterna, che possono innescare situazioni di potenziale pericolo.

Alcuni esempi possono aiutarci a comprendere come le probabilità del verificarsi di tali eventi non sono affatto trascurabili

Tra le cause di pericolo potenziale interne agli edifici si possono elencare:

bulletLe tecniche costruttive e la qualità dei materiali impiegati all’epoca della costruzione non sempre completamente affidabili, soprattutto in alcuni periodi storici (ad esempio il periodo bellico, il primo dopoguerra, il boom edilizio degli anni sessanta) oppure in alcune particolari situazioni urbanistiche (ad esempio l’abusivismo, l’edilizia cosiddetta spontanea e successivamente oggetto di sanatoria).
bulletLe variazioni nella destinazione d’uso con conseguenti aumenti dei carichi permanenti e dei sovraccarichi accidentali, e quindi con effetti sui solai, sulle strutture portanti e sulle fondazioni.
bulletLe modifiche architettoniche e strutturali con conseguenti alterazioni sul comportamento statico delle strutture portanti e spesso con aumento delle tensioni interne. Le modifiche più frequenti consistono nelle soprelevazioni, nell’apertura di vani e finestre, nell’eliminazione di pareti e pilastri, specie ai piani bassi per una migliore fruibilità degli spazi tutto ciò porta ad un appesantimento in sommità e ad un indebolimento della base degli edifici.
bulletIl degrado di alcuni elementi strutturali ed architettonici per effetto dell’usura del tempo o degli agenti atmosferici. Basta pensare alle frequenti cadute di tegole, cornicioni, intonaci, copriferro, paramenti a vista, che spesso solo per puro caso non causano incidenti mortali o al pericolosissimo degrado a cui sono soggette le strutture in fondazione realizzate nel passato, anche recente.
bulletLa cattiva qualità degli impianti oppure una loro cattiva installazione e manutenzione. Anche in questo caso basta fare riferimento ai frequenti incidenti anche mortali che si sono verificati.
bulletLa vetustà e la mancata o cattiva manutenzione di edifici che hanno abbondantemente superato il loro ciclo di vita naturale e richiedono interventi di recupero e ristrutturazione. Diversi esempi sono visibili nei centri storici dei nostri Comuni.

Tra  le cause di pericolo potenziale esterni agli edifici si possono elencare:

bulletLe vibrazioni per effetto dell’aumento del traffico che incrementano le sollecitazioni ed alterano le condizioni di equilibrio del piano delle fondazioni, soprattutto delle fondazioni superficiali, più frequenti nei vecchi edifici.
bulletGli scavi o gli sbancamenti eseguiti in prossimità degli edifici, che possono innescare fenomeni di instabilità dei piani di posa delle fondazioni.
bulletLa costruzione di canalizzazioni o gallerie sotterranee in prossimità di edifici esistenti, che possono provocare cedimenti differenziati delle fondazioni.
bulletI movimenti del terreno di fondazione, con conseguenti cedimenti dell’edificio, per effetto di cause naturali, ad esempio instabilità dei pendii e frane, oppure per cause antropiche, ad esempio perdite delle reti idriche e fognanti o imperfette regimentazioni idrauliche;
bulletGli eventi tellurici, aventi tipologia e densità variabili, che causano lesioni più o meno gravi specie alle strutture portanti ed a quelle murarie di edifici realizzati in assenza di criteri antisismici.

Tutti i manufatti sono stati progettati, sia oggi che nel passato, per sopportare specifiche condizioni di carico e ben determinate situazioni d’esercizio, inoltre a maggiore cautela vengono previsti nei calcoli di progetto opportuni coefficienti di sicurezza che aiutano i manufatti a fronteggiare ulteriori impreviste situazioni.

Quando nel corso del ciclo di vita degli edifici si verificano alcune variazioni rispetto alle previsioni progettuali, per effetto di fattori interni od esterni, si riducono le condizioni di sicurezza, il manufatto potrebbe restare  in uso.

Non sempre però i margini di sicurezza degli edifici sono in grado di assorbire le alterazioni introdotte e purtroppo non sempre la tipologia dei materiali consente rotture di tipo duttile (cioè rotture non rapide ed improvvise).

Ad esempio gli edifici con strutture portanti in muratura hanno capacità di resistenza inferiori ma comportamenti alla rottura più duttili, mentre le strutture in cemento armato, pur avendo una capacità di resistenza superiore, presentano comportamenti fragili.

In diversi casi i segnali premonitori di un imminente cedimento vengono avvertititi tempestivamente per lo spirito di osservazione di qualche persona, però in alcuni casi ciò non avviene e si verificano i disastri del tipo di quelli avvenuti nel recente passato a Roma, a Foggia ed a Palermo.

Al fine di  rappresentare sinteticamente il comportamento strutturale degli edifici ecco una esemplificazione, più utile di tante parole: l’edificio può essere paragonato ad una condotta idrica e le sue forze interne all’acqua che vi scorre.

In normali condizioni d’esercizio l’acqua scorre nella condotta senza problemi. Invece, se per qualche motivo la sezione del tubo viene ristretta (cioè indeboliamo le strutture portanti dell’edificio o aumentiamo i carichi) la pressione esercitata dall’acqua sulle pareti della condotta aumenta (cioè aumentano le tensioni interne) fino a che la situazione diventa talmente critica che diviene sufficiente un modesto fattore per innescare  fenomeni di rottura..

Gli incidenti già avvenuti, quelli che sono stati evitati per puro caso e quelli che con buona probabilità potrebbero verificarsi in futuro (a questo proposito il bagaglio di esperienza di ogni tecnico che si trova ad operare sul territorio regionale può confermare queste ipotesi) impongono un monitoraggio completo e periodico del patrimonio edilizio regionale.

Uno dei rilievi più frequenti che è stato formulato nei confronti delle proposte sino ad oggi predisposte nel nostro Paese, è quello del costo eccessivo che verrebbe a gravare sulla proprietà immobiliare già fortemente tassata.

A parte il fatto che la sicurezza, in linea di principio, non dovrebbe essere limitata da considerazioni economiche è possibile confutare questi rilievi prendendo come termine di paragone l’automobile, ovvero un bene molto diffuso e di valore economico ben inferiore a quello degli edifici.

Ebbene ciascuno di noi, per poter circolare in tantissimi centri cittadini, a tutela della salute collettiva, deve sottoporre la propria vecchia auto alla verifica del bollino blu con un costo annuo di circa 100.000 lire, inoltre occorre procedere ad una revisione periodica del mezzo.

Se l’auto non supera il controllo debbono essere eseguiti tutti quei lavori meccanici per riportare i valori entro i parametri limite.

Anche per gli edifici il meccanismo proposto dalla legge è analogo ed il costo stimato è assolutamente paragonabile, circa 500 o 600.000 lire per proprietario di appartamento ogni 5 o 10 anni.

Nel caso di esito negativo del controllo occorrerà eseguire tutti quei lavori necessari per ripristinare le condizioni di sicurezza.

Quindi, dal confronto si possono rilevare costi analoghi anche se per finalità indubbiamente superiori (la salvaguardia di vite umane a fronte di una migliore qualità della vita) e per beni di valore nettamente superiore.

Inoltre, come ulteriore valore aggiunto il fascicolo fabbricato, rappresentando un monitoraggio completo dell’immobile, può consentire economie future nel caso di necessità di perizie tecniche per assicurazioni, mutui, problemi fiscali o catastali, piani di manutenzione programmata per migliorare la qualità degli edifici.

La proposta di legge

Con la proposta di legge di istituzione del fascicolo fabbricato la Regione Sicilia diverrebbe una delle prime regioni a prevedere in modo organico e completo un pacchetto sicurezza edifici per risparmiare, domani, in termini di vite umane, di sicurezza, di costi, di migliore qualità degli edifici.

La proposta di legge propone non solo l’istituzione del fascicolo fabbricato, demandando al regolamento d’attuazione tutti i dettagli e le specifiche tecniche, ma prevede anche di calmierare i costi tecnici attraverso convenzioni con gli ordini e i collegi professionali, prevede forme di collaborazione con le Università  e con i Comuni attraverso convenzioni ed accordi quadro, prevede contributi regionali per i casi di maggiore gravità laddove necessitano più approfondite indagini tecnico-diagnostiche, prevede la promozione dell’erogazione di  contributi a carico dei Comuni per i casi di particolare disagio economico,  prevede di proporre ulteriori forme di agevolazione per i proprietari attraverso lo strumento della proposta di legge nazionale d’iniziativa regionale, infine prevede di promuovere una convenzione tra società di assicurazione ed associazioni rappresentanti la proprietà edilizia al fine di definire premi assicurativi agevolati per i fabbricati dotati del fascicolo.

La proposta di legge prevede che il fascicolo fabbricato dovrà essere accompagnato da una scheda di sintesi, da trasmettere al Comune, territorialmente interessato e alla Regione Sicilia. La raccolta di tali schede consentirà di realizzare un sistema informatizzato di conoscenza dello stato di fatto del patrimonio edilizio ed aiuterà gli enti locali ad ottimizzare i servizi sul territorio e a programmare meglio gli interventi.

  In sintesi, la proposta di legge prevede i seguenti adempimenti:

REGOLAMENTO D’ATTUAZIONE

Entro 120 giorni dalla pubblicazione ed entrata in vigore della legge la Regione emanerà il regolamento d’attuazione;

 REDAZIONE DEL FASCICOLO FABBRICATO

Entro un arco temporale da 1 a 3 anni, sulla base della vetustà degli edifici, dall’entrata in vigore del regolamento dovrà essere completato il fascicolo fabbricato a cura dei proprietari;

PRESENTAZIONE DELLA SCHEDA DI SINTESI INFORMATIZZATA E DELL’ATTESTATO DI CONFORMITA’ O CERTIFICAZIONE DI IDONEITA’ STATICA FUNZIONALE

Entro i successivi 60 giorni dalla stesura del fascicolo fabbricato dovrà essere trasmessa al Comune la scheda di sintesi a cura dei proprietari e le relative certificazioni rilasciate da tecnici competenti;

AGGIORNAMENTI PERIODICI

Il fascicolo e la relativa scheda di sintesi dovranno essere aggiornati in occasione di ogni lavoro o modifica significativa dello stato di fatto e/o della destinazione d’uso dell’intero fabbricato o di parte di esso; comunque i termini per l’aggiornamento non potranno essere inferiori a 5 anni e superiori a 10 anni (da definire sempre nel regolamento sulla base di parametri legati alla vetustà e alla tipologia degli edifici).

  

La proposta di legge si articola in quattro capi e 16 articoli.

Il capo 1, che comprende gli articoli da 1 a 4, contiene l’oggetto, i principi e le finalità, i requisiti professionali del tecnico incaricato e le definizioni.

Il capo 2, che comprende gli articoli da 5 a 7, riguarda i fabbricati esistenti e fissa i principi generali per la redazione del fascicolo fabbricato e della relativa scheda di sintesi, nonché i termini di scadenza e gli aggiornamenti.

Il capo 3, che comprende gli articoli da 8 a 9, riguarda le nuove costruzioni e fissa i principi generali per la redazione del fascicolo fabbricato, della scheda di sintesi e dei relativi aggiornamenti.

Il capo 4, che comprende gli articoli da 10 a 16, contiene le norme generali e le disposizioni finali.

Il fascicolo fabbricato può concludersi con una valutazione positiva oppure può prevedere, per motivate ragioni, una seconda fase di approfondimento specialistico che potrebbe anche portare all’esecuzione di lavori necessari per ripristinare le condizioni di sicurezza.

La legge contiene i principi generali e le linee guida, mentre le questioni tecniche di dettaglio dovranno essere disciplinate dal regolamento. In particolare dovranno essere disciplinati:

bulletI termini e le condizioni di concessione dei contributi che la Regione concede ai proprietari dei fabbricati per i quali si dovessero rendere necessari specifici controlli specialistici od eventuali interventi idonei a ripristinare le condizioni di sicurezza del fabbricato.
bulletLa guida per la compilazione del fascicolo e della relativa scheda descrivendone i contenuti e le specifiche tecniche e riportando i modelli di riferimento, anche per i casi di nuove costruzioni.
bulletLe condizioni generali per l’affidamento dell’incarico, nonché i termini per il completamento ed il periodico aggiornamento del fascicolo.
bulletLe modalità e le procedure per la trasmissione della scheda e degli aggiornamenti.
bulletLe disposizioni operative per l’eventuale seconda fase di approfondimento conoscitivo qualora il professionista incaricato, sulla base di adeguate motivazioni, proponga di effettuare ulteriori specifici controlli specialistici.
bulletIl modello di convenzione che la Regione Sicilia stipulerà con le Università di Catania, Messina e Palermo, con gli Ordini e i Collegi professionali interessati, sia a fronte delle particolari motivazioni sociali che impongono l’adozione del fascicolo, sia per tenere conto di particolari situazioni di disagio economico della proprietà.
bulletIl modello di convenzione quadro con i Comuni.
bulletLe linee guida tecniche per la formulazione di un disegno di legge da proporre allo Stato per integrare i contributi previsti dalla legge.  

La proposta di legge rappresenta dunque il primo passo di un percorso che, entro breve tempo, mi auguro possa portare alla  approvazione della stessa ed alla redazione del suo regolamento d’attuazione. Per tale motivo sarebbe opportuno il tempestivo coinvolgimento dei soggetti interessati.  La programmazione di incontri a breve scadenza con gli enti locali, ovverosia con l’ANCI Sicilia, con le Università, gli ordini e i collegi professionali della Sicilia è quantomai opportuna ed improcrastinabile.

Onorevoli Colleghi, stante quanto sopra relazionato nel richiamare la Vostra attenzione sulla necessità e l’urgenza che Questa Assemblea si interessi al problema della sicurezza del patrimonio edilizio, per prevenire i rischi e per garantire la  privata e la  pubblica incolumità, formulo, infine, l’auspicio di una rapida approvazione della presente proposta di legge.

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ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

XIII LEGISLATURA

 

Proposta di Legge 

d’iniziativa del Deputato On. Avv. Salvatore Raiti.

  

“Istituzione del fascicolo fabbricato”

  

 

CAPO I

(OGGETTO, PRINCIPI E FINALITA’, REQUISITI PROFESSIONALI DEL TECNICO INCARICATO E DEFINIZIONI)

 

Articolo 1

(Oggetto)

La presente legge istituisce l’obbligo della predisposizione e del periodico aggiornamento di un fascicolo per ogni fabbricato ubicato sul territorio regionale, sia esso esistente o di nuova costruzione.

 

Articolo 2

(Principi e finalità)

1.     La Regione Sicilia si propone di perseguire una politica di conoscenza costante dello stato conservativo del patrimonio edilizio e di programmazione degli interventi di ristrutturazione e di manutenzione. Intende, inoltre, al fine di prevenire rischi per eventi calamitosi, sensibilizzare i proprietari sull’importanza del concetto di sicurezza e qualità dei fabbricati a tutela della pubblica e privata incolumità.

 

2.     Con l’adozione del fascicolo fabbricato s’intende conseguire i seguenti obiettivi:

a)    attuare una politica di prevenzione e protezione dai rischi, per la tutela della pubblica e privata incolumità;

b)    realizzare un sistema integrato ed informatizzato per la conoscenza dello stato di fatto del patrimonio edilizio regionale;

c)    ottimizzare i servizi sul territorio e programmare gli interventi;

d)    consentire una corretta gestione del patrimonio edilizio.

3.     Il fascicolo dovrà assicurare una conoscenza completa dei fabbricati a decorrere dalla data della loro costruzione, riportando anche tutte le modificazioni e gli adeguamenti successivamente introdotti.

   

Articolo 3

(Requisiti professionali del tecnico incaricato)

1.     E’ istituito e disciplinato dal regolamento d’attuazione, di cui all’art. 13, l'albo regionale dei periti per la sicurezza degli edifici.

2.     Il fascicolo sarà redatto esclusivamente dai professionisti iscritti all’albo dei periti per la sicurezza degli edifici, istituito e disciplinato nel regolamento d’attuazione di cui al successivo art. 13.

3.   I professionisti di cui al precedente comma, nel rispetto delle competenze previste dalla vigente normativa, dovranno, comunque, essere in possesso di una anzianità di iscrizione ai relativi albi professionali non inferiore ad anni dieci e dovranno aver frequentato un apposito corso di formazione istituito e disciplinato  nel regolamento d’attuazione di cui al  successivo art. 13 .

 

Articolo 4

(Definizioni)

1.     Per fabbricati di nuova costruzione s’intendono i fabbricati ultimati dopo la data d’entrata in vigore della presente legge; mentre per fabbricati esistenti s’intendono i fabbricati ultimati prima della data d’entrata in vigore della presente legge.

2.     Per proprietari s’intendono:

a)    nel caso di nuove costruzioni, i soggetti che si identificano con le stazioni appaltanti;

b)    nel caso di costruzioni esistenti, o il singolo proprietario dell’intero fabbricato, o in solido i proprietari delle singole porzioni del fabbricato, ove non sia costituito un condominio, o il condominio, se costituito.

  

CAPO II

(FABBRICATI ESISTENTI) 

Articolo 5

(Fascicolo fabbricato e scheda di sintesi)

1.     I proprietari di cui all’art. 4, comma 2, debbono affidare ai professionisti iscritti all’albo di cui all’art. 3, nel rispetto delle competenze previste, l’incarico di predisporre il fascicolo fabbricato nel quale verranno riportati, principalmente, i seguenti dati:

 

1.                Planimetrie e grafici che descrivano le caratteristiche dell'immobile e delle singole unità immobiliari al momento della istituzione del "fascicolo del fabbricato" con evidenziate le modifiche di interesse strutturale verificatesi nel tempo riguardanti sia le parti comuni che le singole unità;

 

2.                Le caratteristiche del sottosuolo desunte da testi e mappe esistenti presso le Amministrazione Comunali, le Università con le quali la Regione e/o i Comuni sono in rapporto, i competenti Uffici del Genio Civile;  

 

3.                Età e tipologia delle strutture di fondazione e relazione sui materiali;

 

4.                Età e  tipologia delle strutture in elevazione e relazione sui materiali;

 

5.                L'eventuale presenza e la consistenza di lesioni e/o fessurazioni e/o cedimenti nelle strutture portanti  e/o nel corpo di fabbrica nel suo complesso;  

 

6.                La rispondenza a norma degli impianti con particolare riferimento a quelli a rischio incendi;  

 

7.                Giudizio sintetico circa il livello di sicurezza, ovvero di degrado, secondo una scala di riferimento definita nello schema del "fascicolo del fabbricato"  di cui al regolamento d’attuazione previsto dall’art. 13.

 

2. Una sintesi delle informazioni contenute nel fascicolo deve essere riportata in una scheda informatizzata. Nel regolamento d’attuazione, di cui al successivo art. 13, saranno definiti i modelli di riferimento e saranno fornite le disposizioni necessarie per la redazione del fascicolo e della scheda di cui al presente comma.

3.     In caso di necessità, sulla base di adeguate motivazioni, il professionista incaricato propone una seconda fase di approfondimento conoscitivo per effettuare dei controlli specialistici. Eventualmente, a seguito dei risultati ottenuti, può predisporre ulteriori controlli per eseguire interventi idonei a ripristinare le condizioni di sicurezza del fabbricato oppure le eventuali demolizioni, secondo quanto indicato dal regolamento d’attuazione di cui al successivo art. 13. Inoltre il professionista può proporre un piano di corretta gestione del fabbricato per migliorarne il livello qualitativo.

4.           Il fascicolo, completo di tutti gli elaborati, deve rimanere depositato presso il proprietario o l’Amministratore del fabbricato, a disposizione per ogni controllo da parte delle autorità competenti.  

 

5.           Nell’ingresso principale di ogni fabbricato dovrà essere apposta, in evidenza, una targa indicante l’avvenuta adozione del fascicolo del fabbricato; essa dovrà contenere i dati del proprietario o dell’amministratore del fabbricato, il suo indirizzo ed il recapito telefonico.

 

Articolo 6

(Attestato di conformità e certificato di idoneità statico-funzionale)

1. Il professionista incaricato, all’atto di predisporre il fascicolo del fabbricato e in occasione di ogni suo aggiornamento, rilascia una delle seguenti certificazioni:

a)   attestazione di conformità alla originaria configurazione del fabbricato, nel caso che l’immobile non abbia subito modifiche sostanziali sia sotto il profilo strutturale che funzionale, e di rispondenza degli impianti alla vigente normativa, nonché dichiarazione di assenza di elementi rilevabili senza ausilio di specifica strumentazione che possano far ritenere come necessarie ulteriori verifiche;

b)   certificazione di idoneità statico-funzioanle dell’edificio in relazione alle attuali condizioni di esercizio dello stesso nel caso siano state apportate modifiche sostanziali rispetto alla configurazione originaria dell’immobile, ovvero siano stati prescritti, in sede di redazione del fascicolo, interventi ritenuti necessari al fine del raggiungimento di adeguate condizioni di sicurezza.

2. Nell’impossibilità di immediato rilascio della attestazione di cui alla lettera a) del comma 1, il professionista incaricato propone al proprietario o all’amministratore del condominio, in apposita relazione tecnica, le ulteriori indagini e gli eventuali interventi da predisporre ovvero i provvedimenti da assumere al fine di poter dichiarare, entro i successivi dodici mesi, l’idoneità, sia sotto il profilo statico che funzionale dell’edificio o l’adeguamento alla normativa vigente per quanto attiene l’impiantistica.

3. Copia conforme delle certificazioni di cui al comma 1, nonché, della relazione di cui al comma 2, dovranno essere trasmesse, a cura del proprietario o dell’amministratore del condominio, al competente ufficio comunale entro i successivi sessanta giorni dall’acquisizione.

 

Articolo 7

(Termini di scadenza e aggiornamenti)

 

1. I termini di scadenza per il completamento del fascicolo sono così fissati:

 

a)   entro un anno dall’entrata in vigore del regolamento d’attuazione di cui all’articolo 13, per i fabbricati costruiti  entro il 31 dicembre 1950;

 

b)   entro due anni dall’entrata in vigore del regolamento d’attuazione di cui all’articolo 13, per i fabbricati costruiti  dal 1 gennaio 1951 al 31 dicembre 1980;

 

c)    entro tre anni dall’entrata in vigore del regolamento d’attuazione di cui all’articolo 13, per i fabbricati costruiti  dopo il 31 dicembre 1980.

 

2.     Il fascicolo e la relativa scheda di sintesi dovranno essere aggiornati in occasione di ogni lavoro o modifica significativa dello stato di fatto e/o della destinazione d’uso dell’intero fabbricato o di parte di esso. L’aggiornamento deve essere effettuato anche nel caso di lavori eseguiti da Enti erogatori di pubblici servizi (luce, acqua, gas, telefono, ecc.) sul fabbricato e sulle relative pertinenze. L’aggiornamento deve essere completato entro 30 giorni dalla data di ultimazione dei lavori o delle modifiche effettuate.

3.     Oltre agli aggiornamenti di cui al precedente comma 2, i proprietari debbono assicurare un aggiornamento periodico del fascicolo e della relativa scheda di sintesi, nel rispetto dei termini di scadenza, che saranno fissati dal regolamento d’attuazione, di cui al successivo art. 13, sulla base anche della vetustà degli edifici e della tipologia edilizia. I suddetti termini per l’aggiornamento non potranno essere inferiori a 5 anni e superiori a 10 anni. 

4.     La scheda di sintesi, di cui all’art. 5, comma 2, nonché gli aggiornamenti, di cui ai commi 2 e 3, dovranno essere trasmessi all’ente preposto entro 30 giorni dal termine fissato per il completamento del fascicolo fabbricato.

 

CAPO III

(NUOVE COSTRUZIONI) 

Articolo 8

(Fascicolo fabbricato e scheda di sintesi) 

1.     Nel caso di nuove costruzioni, entro 180 giorni dalla data di ultimazione dei lavori, e comunque prima dell’utilizzo anche parziale del fabbricato, i proprietari dovranno raccogliere in un fascicolo e riportare in una scheda di sintesi, da trasmettere all’Ente preposto, tutti i documenti tecnici, amministrativi ed autorizzativi del fabbricato, compresi i documenti di cui all’art. 4 del decreto legislativo 14 agosto 1996 n. 494, come sarà meglio specificato nel regolamento d’attuazione di cui al successivo art. 13.

2.     I Comuni, entro un anno dall’approvazione della presente legge, dovranno modificare i Regolamenti Edilizi Comunali nel senso di prevedere l’obbligatorietà dell’adozione del fascicolo per tutte le nuove concessioni edilizie.

3.   Nel regolamento d’attuazione, di cui al successivo art. 13, saranno definiti i modelli di riferimento e saranno fornite le disposizioni necessarie per la redazione del fascicolo e della scheda.

4.   Il fascicolo, completo di tutti gli elaborati, deve rimanere depositato presso il proprietario o l’Amministratore del fabbricato, a disposizione per ogni controllo da parte delle autorità competenti.  

5.   Nell'ingresso principale di ogni fabbricato dovrà essere esposta, in evidenza, una targa indicante l'avvenuta adozione del fascicolo del fabbricato; essa dovrà contenere i dati del proprietario o dell'amministratore del fabbricato, il suo indirizzo ed il recapito telefonico.

6.  L’allegato al fascicolo deve essere completato dalle certificazioni o attestazioni di cui al precedente articolo 6.

 

Articolo 9

(Aggiornamenti)

1.     Il fascicolo e la relativa scheda di sintesi dovranno essere aggiornati in occasione di ogni lavoro o modifica significativa dello stato di fatto e/o della destinazione d’uso dell’intero fabbricato o di parte di esso. L’aggiornamento deve essere effettuato anche nel caso di lavori eseguiti da Enti erogatori di pubblici servizi (luce, acqua, gas, telefono, ecc.) sul fabbricato e sulle relative pertinenze. L’aggiornamento deve essere completato entro 30 giorni dalla data di ultimazione dei lavori o delle modifiche effettuate.

2.     Oltre agli aggiornamenti di cui al precedente comma 1, i proprietari debbono assicurare un aggiornamento periodico del fascicolo e della relativa scheda di sintesi nel rispetto dei termini di scadenza, che saranno fissati dal regolamento d’attuazione, di cui al successivo art. 13, sulla base anche della vetustà degli edifici e della tipologia edilizia. I suddetti termini per l’aggiornamento non potranno essere inferiori a 5 anni e superiori a 10 anni.

3.     La scheda di sintesi, di cui all’art. 8, comma 1, nonché gli aggiornamenti, di cui ai precedenti commi 1 e 2, dovranno essere trasmessi all’Ente preposto entro 30 giorni dal termine fissato per il completamento del fascicolo fabbricato.

  

CAPO IV

(NORME GENERALI E DISPOSIZIONI FINALI) 

Articolo 10

(Ente preposto)

1.     I Comuni della Sicilia sono individuati come Ente preposto, ciascuno nell’ambito della propria competenza territoriale, a provvedere alla diretta vigilanza sull’attuazione delle disposizioni contenute nella presente legge.

2.     I Comuni individuano, entro sei mesi dalla pubblicazione del regolamento d’attuazione, le aree nelle quali sono presenti i fabbricati da assoggettare ad un programma prioritario di messa in sicurezza del patrimonio edilizio. L’individuazione delle aree deve essere effettuata attraverso la puntuale ricognizione del singolo fabbricato e del relativo stato di conservazione, secondo le modalità previste dal regolamento d’attuazione di cui al successivo art. 13.

3.     I Comuni devono attuare le misure tese a favorire la manutenzione programmata dei fabbricati, secondo le modalità previste dal regolamento d’attuazione di cui al successivo art. 13.

4.     I Comuni devono:

a)    raccogliere su supporto informatico i dati relativi alle schede del fascicolo fabbricato, secondo le specifiche riportate nel regolamento d’attuazione della presente legge;

b)    trasmettere i dati complessivi alla Regione Sicilia, tramite gli Uffici del Genio Civile competenti per territorio e a tutti gli altri Enti pubblici che ne facessero richiesta;

c)    utilizzare la banca dati dei fascicoli fabbricato per attuare una politica di prevenzione e corretta gestione territoriale e per ottimizzare i servizi sul territorio;

d)    intervenire in caso di inadempienza dei soggetti interessati.

 

Articolo 11

(Oneri, contributi e obblighi)

1.     Gli oneri per la redazione del fascicolo fabbricato sono a carico dei proprietari.

2.                  Il rispetto della presente legge costituisce condizione essenziale per l’accesso ai benefici previsti dalle leggi regionali e statali in materia di interventi sui fabbricati e di utilizzazione degli stessi.

3.     La Regione Sicilia, al fine di agevolare gli adempimenti di cui all’art.6, comma 1, tenendo conto di particolari situazioni di disagio economico della proprietà, promuoverà l’erogazione da parte dei Comuni di contributi da assegnare ai proprietari di fabbricati aventi un reddito del nucleo familiare inferiore a Lire 32.000.000, pari ad Euro 16.526,62 annue . Tale contributo, nella misura del 50% del compenso dovuto al professionista incaricato (compenso stabilito secondo le aliquote contenute nella convenzione di cui al successivo art. 12, comma 3) potrà essere devoluto sotto forma di detrazione dall’Imposta Comunale sugli Immobili per l’anno di competenza, comunque nel rispetto degli equilibri di bilancio dell’ente preposto.

4.     La Regione Sicilia concede contributi ai proprietari dei fabbricati, per i quali si dovessero rendere necessari controlli specialistici od eventuali interventi idonei a ripristinare le condizioni di sicurezza del fabbricato.

5.     Nel regolamento d’attuazione, di cui al successivo art. 13, saranno indicate le modalità, i termini e le condizioni di concessione dei contributi di cui al precedente comma 

6.     In occasione di compravendite o locazioni i venditori o i locatori devono fornire all’acquirente o al conduttore i dati e le informazioni contenuti nel fascicolo fabbricato e nella scheda di sintesi, comprovanti l’avvenuta ottemperanza alla presente legge.  Di tale adempimento dovrà essere fatta esplicita menzione nel relativo contratto di compravendita o di locazione.

 

Articolo 12

(Convenzioni)

1.     La Regione Sicilia stipulerà apposite convenzioni con i Comuni al fine di assicurare la corretta e tempestiva attuazione della presente legge.

2.     La Regione Sicilia, entro trenta giorni dall’entrata in vigore della presente legge,  stipulerà apposite convenzioni con l’ANCI, le Università di Catania, Messina, Palermo, e con gli Ordini ed i Collegi Professionali interessati, al fine di perseguire una fattiva collaborazione per la redazione del regolamento d’attuazione di cui al successivo art. 13.

3.           La Regione Sicilia, entro centoventi giorni dall’entrata in vigore del regolamento d’attuazione di cui al successivo art. 13, stipula apposite convenzioni con i professionisti iscritti all’albo dei periti della sicurezza di cui all’art. 3 al fine di concordare le prestazioni e gli oneri professionali in considerazione delle particolari motivazioni sociali che impongono l’adozione del fascicolo fabbricato.

4. Con le medesime finalità di cui al precedente comma, la Regione Sicilia, entro trenta giorni dall’entrata in vigore del regolamento d’attuazione di cui al successivo art. 13, convoca le organizzazioni rappresentanti delle società di assicurazioni e quelle della proprietà edilizia al fine di promuovere una convenzione regionale che definisca premi assicurativi agevolati per i fabbricati dotati del fascicolo di cui all’art. 1 della presente legge.

 

Articolo 13

(Regolamento d'attuazione) 

1.     Entro 120 giorni dall’entrata in vigore della presente legge sarà emanato il relativo regolamento d’attuazione. Una speciale Commissione Tecnica, istituita con deliberazione di Giunta Regionale e costituita da dirigenti regionali, da rappresentanti dell’ANCI, da rappresentanti delle Facoltà di Ingegneria di Catania, Messina, Palermo, nonché dai rappresentati degli Ordini e dei Collegi Professionali interessati, avrà il compito di formulare la proposta tecnica.

2.     Il regolamento dovrà disciplinare:

a)    l’individuazione delle aree d’intervento, nonché l’attuazione delle misure tese a favorire la manutenzione programmata di cui all’art. 10, commi 2 e 3;

b)    la compilazione del fascicolo e della relativa scheda di cui all’art. 5, comma 1, descrivendone i contenuti e le specifiche tecniche e riportando i modelli di riferimento, anche per i casi di nuove costruzioni;

c)    le condizioni per l’affidamento dell’incarico, nonché i termini per il completamento ed il periodico aggiornamento del fascicolo;

d)    le modalità e le procedure per la trasmissione della scheda e degli aggiornamenti;

e)    le disposizioni operative per la seconda fase di approfondimento conoscitivo, di cui al precedente art. 5, comma 2, e per l’eventuale esecuzione dei relativi interventi;

f)    il modello di convenzione quadro con i Comuni;

g)    il modello di convenzione che la Regione Sicilia stipulerà con i professionisti incaricati di cui all’art. 3, sia a fronte delle particolari motivazioni sociali che impongono l’adozione del fascicolo, sia per tenere conto di particolari situazioni di disagio economico della proprietà;

h)    l’albo regionale dei periti della sicurezza degli edifici;

i)     il modello di convenzione che la Regione Sicilia stipulerà con l’ANCI, con  le Facoltà di Ingegneria di Catania, Messina,  Palermo, con gli Ordini ed  i Collegi Professionali interessati, in relazione alla programmazione dei corsi regionali per la formazione della figura del perito della sicurezza degli edifici;

j) le modalità per l’ammissione al contributo di cui all’art. 11, comma 4;

l) il disegno di legge da proporre allo Stato per integrare i contributi previsti.

 

3. Al fine di accelerare l’attuazione della presente legge l’Assemblea Regionale delega alla Giunta l’adozione del relativo regolamento d’attuazione.

 

Articolo 14

(Sanzioni)

1.     Fatta eccezione per l’applicazione di eventuali sanzioni penali, chiunque violi gli obblighi previsti dalla presente legge è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma pari a 2 volte l’importo complessivo dell’imposta annuale sulla casa, relativa al fabbricato.

2.     In caso di inadempienza dei proprietari l’Ente preposto procederà in via sostitutiva all’esecuzione di quanto previsto nella presente legge, addebitando i relativi oneri al soggetto inadempiente.

3. L’accertamento delle violazioni e l’applicazione delle sanzioni amministrative di cui alla presente legge sono effettuati dall’Ente preposto in conformità alle procedure previste dalla legge regionale.

 

Articolo 15

(Norma finanziaria)

1.           Per l’attuazione della presente legge è istituito nel bilancio di previsione per l’anno 2001 il capitolo ………………… con lo stanziamento di Euro………………. ………………………………………… con la seguente denominazione "spese per l’attuazione della legge regionale ………………………. ".

 

2.           Alla relativa copertura finanziaria si fa fronte con il prelevamento di un pari importo dal capitolo ………………….. del bilancio di previsione per l’anno 2001.

 

Articolo 16

(Disposizioni finali)

1.     La presente legge regionale sarà pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana ed entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione.

E’ fatto obbligo, a chiunque spetti, di osservarla e di farla osservare come legge della Regione.

 

   

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